Somministrazione di alimenti e bevande - circoli privati o associazioni

Descrizione dell'attività
Cos'è: 

clubPer circolo si intende un luogo di ritrovo dove sono ammesse persone definite soci.

Alcune associazioni sono aderenti ad organismi od enti che hanno finalità assistenziali o ricreative riconosciute dal ministero dell'Interno (ad esempio ACLI, ARCI o CRAL), altre hanno nomi e finalità diverse quali ludiche, ricreative, sportive, ecc. (ad esempio "Amici della musica" o "Amici dei libri") e non sono affiliate a enti e associazioni riconosciuti dal ministero dell'Interno.

Affinchè si possa parlare di circoli privato il locale non deve essere accessibile da una pubblica via, anche perchè in tal caso si tratterebbe di un circolo pubblico, e non deve neppure recare insegna.

Requisiti per l'esercizio dell'attività: 

Le associazioni ed i circoli privati che aderiscono ad organizzazioni nazionali, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell'Interno, possono svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande, a favore dei soli associati, presso la sede dove sono svolte le loro attività istituzionali (cfr. Decreto del Presidente della Repubblica 4.4.2001 n. 235 ed art. 23 Legge Regionale Veneto 21.9.2007 n. 29).

Lo svolgimento dell'attività è subordinato al possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa antimafia e dei requisiti soggettivi morali.

L'edificio e i locali in cui si svolge l'attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con l’attività stessa e che, in caso di attività di somministrazione di alimenti e bevande, vengono rispettati i criteri di sorvegliabilità stabiliti, ove previsto, dal ministero dell'Interno ai sensi del Decreto Ministeriale 17/12/1992, n. 564.

L'attività deve essere svolta nel rispetto delle norme applicabili all'attività oggetto della segnalazione e delle relative prescrizioni (ad esempio in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria).

Somministrazione di alimenti e bevande

All'interno dei circoli, siano essi aderenti o non aderenti ad organismi od enti nazionali, è possibile effettuare la somministrazione di alimenti e bevande. La nuova disciplina in materia (Decreto del Presidente della Repubblica 4.4.2001 n. 235 ed art. 23 Legge Regionale Veneto 21.9.2007 n. 29) dispone in modo diverso a seconda che le associazioni ed i circoli siano o meno aderenti ad enti od organizzazioni nazionali, le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal ministero dell'Interno.

Ai sensi dell'art. 2 comma 3 della Legge Regionale 29/2007, Per le associazioni e i circoli aderenti ad enti o organizzazioni nazionali con finalità assistenziali riconosciute ai sensi di legge, che svolgono direttamente attività di somministrazione di alimenti e bevande a favore dei rispettivi associati presso la sede ove sono svolte le attività istituzionali, l’attività di somministrazione è assoggettata a presentazione della S.C.I.A. al Comune nel cui territorio viene esercitata l'attività, nonché alle limitazioni di cui all’articolo 6 e relative sanzioni e continua ad applicarsi, per quanto non diversamente previsto dalla  legge regionale, la disciplina di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2001, n. 235 “Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati”.
Alle associazioni e ai circoli che non presentano le caratteristiche e i requisiti di cui al comma 3 si applicano le disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 23, comma 2, 32, 33 e 34 della Legge Regionale 29/2007.

Se l'attività di somministrazione è affidata in gestione a terzi, questi deve essere in possesso dei requisiti soggettivi professionali.

In entrambi i casi, i locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti e bevande devono essere ubicati all'interno della struttura adibita a sede del circolo o dell'ente collettivo e non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici. All'esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione ubicate all'interno ai sensi dell'art. 4 del Decreto Ministeriale 17/12/1992, n. 564.

Le eventuali variazioni vanno comunicate dal legale rappresentante dell'associazione o del circolo al Comune mediante apposita comunicazione

Modalita di esercizio: 

La legge impone che un circolo privato non deve essere accessibile da una pubblica via e non deve recare insegna.

Domande e comunicazioni
Documentazione necessaria alla presentazione dell'istanza.
Apertura, trasferimento o ampliamento dell'attività

Documentazione da presentare per l'inizio dell'attività, o per la modifica di sede, locali, ciclo produttivo, aspetti merceologici, ecc.

Variazione dell'attività

Documentazione da presentare per il subingresso, la sospensione, la ripresa, il cambiamento della ragione sociale dell'attività.

Cessazione dell'attività

Documentazione da presentare per la cessazione dell'attività.

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